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section 1
benedettacibrar

Non avevano mai lasciato l’appartamento dove erano cresciuti da bambini. Tania gli aveva aperto la porta e si era offerta di prendergli il pacchetto dalle mani, ma Nicola aveva scosso la testa. «Lasci pure, lo porto io. Come sta oggi?»
Tania aveva una parlata brillante e irresistibile. «Benissimo» disse. «Oggi siamo tutte e due ragazzine. Abbiamo una compagna di scuola al Sacro Cuore che ci fa i dispetti.»
Giulia prendeva un po’ di fresco in terrazza. Vedendolo entrare lei fece un sorriso. «Buonasera sussurrò.»
«Ciao. Scusa il ritardo.» Disse. Nicola posò il pacchetto​ sul tavolo da tè, spostando una pila di riviste. «Ti ho portato un regalo.»
«A me?»
Nicola annuì.
«Un regalo...» mormorò lei con soddisfazione. «Per cosa?»
«E’ il tuo compleanno. Ti ricordi?»
Lei sembrò pensarci su. Si tastava le dita delle mani come se avesse voluto saggiarne la consistenza. Insisteva sulle nocche e le stringeva una dopo l’altra poi si concentrava con lo stesso accanimento sulle unghie, che aveva ancora lisce e chiare.


section 2
benedettacibrar

Scosse la testa. «No.» sussurrò, mortificata. «Chi sei?» disse, inclinando appena la testa.
«Sono Nicola.»
«Nicola chi?»
«Tuo fratello» fece Nicola.
«Oh. Mio fratello» ripetè. Girò lo sguardo, senza posarlo da nessuna parte. «Mio fratello non c’è più, disse. Una fatalità. Io non... non volevo...»
«Giulia...» mormorò Nicola. «Dai, Giulia. Smettila. Sono qui.» Nicola portava l’uniforme della Nunziatella​. Con lo spadino. Una bellezza. Teneva pure i bottoni d’argento​. «Ti devi accontentare,» disse Nicola con un sorriso, «l’uniforme non ce l’ho più.»
«Mi portava le sfogliatelle e la cioccolata. Ero una bambina. E lui mi portava sempre le sfogliatelle.»
«Stasera non te lo ho portate Giulia. Ti ho portato un regalo di compleanno.»
Le consegnò il pacchetto a braccia tese, dritte davanti a sé, come i bambini.
«Eccolo, disse. Guardalo…»


section 3
annafassi

Giulia guardò il pacchetto senza toccarlo. Stava ancora pensando a Nicola, il suo fratello maggiore, quasi un uomo... Avevano tre anni di differenza. Quante ne abbiamo combinate insieme!
E adesso arrivava questo signore, elegante, sui settant'anni, con un pacchetto in mano per il suo compleanno.Per quanto si sforzasse non riusciva ad incollare le informazioni che riceveva con il suo sentire... Come poteva, quel signore, essere suo fratello? Lui non c'era più, e poi, se anche non fosse successo il dramma che cercava in tutti i modi di cancellare, suo fratello adesso avrebbe sedici anni! Scuotendo la testa accantonò questi pensieri perché ultimamente era diventato sempre più difficile raccapezzarsi e collegare nomi, volti, ricordi, emozioni.
"Allora, apriamo questo regalo?" Giulia aveva gli occhi che brillavano di curiosità, i pensieri di poco prima erano volati via con la brezza serale, il viso di nuovo disteso e un dolce sorriso, che le accentuava l'aura fanciullesca dello sguardo, le coloriva appena le labbra.
"Attenta che è fragile!" disse Nicola che ancora non riusciva ad abituarsi ai repentini cambi di stato di Giulia. Lui avrebbe voluto ritrovare quella sorella energica, allegra, forte che era stata fino a pochi mesi fa e invece...


section 4
agostinonapoleo

E invece le cose accadono perchè devono accadere .
Senza una spiegazione valida , un motivo che le possa giustificare .
Troppe volte inaspettate .
Come improvvise onde che infrangono scogli messi lì da
un tempo secolare .
Come acqua che scivola via dalla riva e cancella le orme del nostro passaggio .
E Giulia amava camminare sul finire del giorno
lungo quella spiaggia tanto amata .
Sentire avvolgere i suoi piedi
dalla calda sabbia delle giornate di luglio ,
sedersi sul bordo di una barca rovesciata e
regalare ai suoi occhi l' incontro
tra il sole e la linea oltre il confine dell' orizzonte .
Apparentemente non le mancava nulla .
Nulla da chiedere alla vita se la guardi da fuori .
Era l' invidia di molti come spesso si dice .
Una famiglia solida , una posizione lavorativa invidiabile e un uomo che adorava .
Ora era ferma sotto una di quella verande fatti di fili di iuta e sfogliava le pagine di un
libro che aveva acquistato qualche sera prima . Tutto scorreva con fluidità e nulla lasciava presagire quello che sarebbe accaduto da lì a poche ore ...


section 5
antonellaperico


Tania la cercava ,ma non c'era , e l'ansia cominciava a crescerle dentro , cercava di restare ferma , fredda , lucida ....ma niente non la trovava , non la vedeva .

Mentre i due fratelli cercavano invano e crescevano i mille pensieri negativi , non che fosse la prima volta , che Giulia inconsapevole si allontanava, per seguire un ricordo , un bagliore di luce , che si faceva spazio nel buio della sua mente .
Una volta l' avevano ritrovata al cimitero , seduta sulla tomba dei genitori , intenta a raccontare storie , come nenie , come a voler cullare il suo dolore. Quanto tempo!quanto tempo avevano impiegato per farle capire che era morti da tempo e che lei li aveva gia' salutati ,li aveva visti soffrire ma addormentarsi per sempre con un sorriso sulle labbra ....
Un altra volta l'avevano ritrovata al cancello dell'asilo , del piccolo paese , si era fermata a guardare i bimbi ,allegri , chiassosi che si rincorrevano seguendo l'insegnate...stava cercando suo figlio ,il piccolo Mattia ,e pensava di averlo visto , piccolo ,gracile , pelle chiara , occhi azzurri su un viso pieno di lentiggini ,sotto a un casco di capelli ricci , rossi ...Come quelli di suo padre ...
Quanto tempo , mio Dio quanto tempo avevano impiegato anche quel giorno ,per farle
capire che Mattia , il suo amato Mattia ,non era piu' un bimbo di tre anni ma un adulto ..


section 6
sheherazadh

Nicola si alzò dalla poltrona ed osservò le sottili dita della sorella che sfioravano il pacchetto, quasi desiderassero ritrovare la memoria delicatamente, attraverso le gentili sensazioni che restituisce il tatto. Quando aveva parlato al telefono con Tania, le aveva espresso i suoi dubbi a proposito del rivelare la propria identità a Giulia. "Non cambierà niente, per lei. Non ti preoccupare per lei. Tutto quello che puoi sperare di ottenere è un sorriso, un barlume di felicità gratuita, come quello che otterresti da una sconosciuta che aiuti a montare lo scalino alla stazione." Aveva ragione: in quel momento percepiva la pesantezza di pietra del suo nome, che sprofondava, privo di significato, nelle acque nere dei fondali sconosciuti di Giulia. Sperava, con quel dono, di ricominciare dal passato, quel passato a cui lei era rimasta dolcemente ancorata, come una fantastica barchetta dimenticata all'ormeggio di un parco divertimenti chiuso da tempo. "Coraggio, aprilo." Giulia scartò il pacchetto ed aprì la piccola scatola che conteneva la vera sorpresa. Nicola osservò la sorella poggiare sul palmo della mano il piccolo carillon che aveva scovato nella bottega di un artigiano: lo aveva pagato moltissimo ed ora il tintinnare di tutte quelle monete si univa a quello delle sue molteplici voci interiori, che mormoravano di giusto e sbagliato, di vane speranze e gesti impagabili. Il carillon era costituito da un grillo di un verde acceso, vestito in frac, la cui zampetta reggeva sulla spalla un violino.
"Ricordi, sorellina, che concerti? Ricordi? Non l'ho soltanto sognato, non è vero?"

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