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larazavatteri
Canale: Commedia

Non vedeva mai nessuno. Si era trincerato in casa e da anni non riceveva visite, da anni evitava di parlare con la gente, di intrattenersi, di salutare, almeno. Da anni, appunto, ma ora era stanco. Voleva uscire da quella solitudine che si era imposto, ma come fare? Non poteva presentarsi così, di punto in bianco, dopo tanto tempo che non parlava con nessuno. Gli serviva una scusa, un pretesto. Ma quale? Sentì in quel momento il suono delle campane. Non il suono gioioso dei giorni di festa o quello, pacato e tranquillo, quando si sente il rintocco delle ore spandersi nell’aria. Quello era un suono cupo, il suono delle campane quando muore qualcuno. ​Doveva sbrigarsi, non tanto per essere fra i primi ad arrivare in chiesa, quanto per avere il tempo di intrufolarsi ed essere notato, visto da quella stessa gente che aveva rifuggito così a lungo. Aprì l’armadio tirandone fuori il completo nero usato l’ultima volta, quando? Nemmeno lo ricordava e con due colpi decisi scrollò via la polvere che vi si era accumulata. Spazzolò le scarpe dello stesso colore e dopo una passata veloce di colonia scrisse in fretta un biglietto di condoglianze da lasciare all’entrata della chiesa, per i parenti. Anche in quel modo, con la sua firma sul biglietto, si sarebbero ricordato che lui, proprio lui, esisteva ancora. Era dunque il primo passo. Partecipare ai funerali della gente sarebbe stato il suo modo, tutto particolare, per tornare in società. ​

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